Due militari italiani in galera in un paese straniero che li ha attirati a sé con l'inganno.
Una squadra di calcio di provincia che finita in Serie A, cambia allenatori come se fosse lo smalto delle unghie e ne prende uno con un passato eccellente che, dopo una pausa a causa di salute e l'aver sconfitto il cancro, lo chiama sulla propria panchina. I giornali ne parlano esaltando quel che può significare, per un uomo che ha sconfitto la malattia, entrare in gioco, con e senza virgolette: dopo trentacinque giorni, una vittoria, due pareggi e tre sconfitta circa, lo rimandano a casa...
Siamo proprio lo stereotipo di quel che siamo, come siamo visti e ci rappresentiamo: come "L'allenatore nel pallone", dove Oronzo Canà, deve riportare la squadra in B, perché la A è troppo costosa...
Mi domando come mai i giornali non evidenzino il becero comportamento della società!
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